Pubblicato il Rapporto APAT sui rifiuti sanitari
12/06/2008
L’Agenzia Nazionale per l’Ambiente e per i Servizi Tecnici ha reso pubblico il volume “Valutazioni quali-quantitative sulla produzione e gestione dei rifiuti speciali sanitari” in cui si analizza l’evoluzione del settore dei rifiuti sanitari prendendo a riferimento il quadriennio 2001-2004.
Il Rapporto analizza una grande quantità di dati riferiti alla produzione e alla gestione dei rifiuti ma anche alle tipologie di strutture sanitarie in cui gli stessi rifiuti sono prodotti (private e pubbliche, degenze e day hospital). Particolarmente interessante si rivela la parte finale in cui sono prese in esame le diverse tipologie di smaltimento.
Dal documento emerge un leggero ma costante aumento dei Rifiuti Prodotti che passano dalle 136.606 tonnellate del 2001 alle 142.451 tonnellate del 2004 con una percentuale variabile tra il 90 ed 94% di rifiuti pericolosi, in maggior parte a rischio infettivo.
La produzione dei rifiuti pro-capite presenta forti divari tra le strutture pubbliche e quelle private tanto che le prime, con circa 1,2 kg giornalieri ne producono circa il doppio delle seconde. I costi unitari di smaltimento per il quadriennio considerato sono risultati compresi tra 0,90 e 1,20 euro al kg.
Per quanto riguarda le modalità di smaltimento, la stragrande maggioranza dei rifiuti sanitari (circa il 90%) prende la strada dell’incenerimento da cui si ottiene spesso un recupero energetico. La parte residuale è destinata alle discariche controllate oppure alla sterilizzazione che richiede poi un ulteriore forma di smaltimento (discarica o incenerimento).
Clicca qui per scaricare il Rapporto APAT